SECOND SKIN PROJECT | ZED1

Description

 

SECOND SKIN PROJECT

ZED1

Opening Sabato 24 Dicembre 2015 h. 20.00

Live Performance h. 21.30 

ART CITY White Night | Arte Fiera 2015


 

"Che la vita possa essere considerata una caduta è connaturato alla facoltà umana di immaginare. Immaginare significa concepire l'altezza da cui avviene la caduta."
John Berger

Uno splendido disincanto dal sapore felliniano. Una pellicola smaltata, un carillon circense stridente. L'odore di vecchi libri, pagine polverose, custodite nei segreti di una soffita si schiudono a noi come sogni alati. I personaggi dello streetartist Marco Burresi, in arte Zed1 popolano già da tempo molte zone italiane dal Nord a sud, interventi pubblici, su pareti di muri che ci appaiono come pagine di un libro illustrato. Disincantati. Si perché l'immaginario seppur fantastico rimane critico, vagheggia fluttuante con una cinica rilettura di temi che scuotono profondamente l'animo umano. Dal cambiamento, alla speculazione, alla solitudine, al tempo, alla monetizzazione di esso, al potere, al sesso, all'infazia.
Una metamorfosi delicata, i personaggi vivono nell'aria, in un mondo di carta e vetro raffinato. Anche se la distinzione tra fiaba e favola
é ormai nota, il lavoro di Zed1 può affermarsi come uno scivolare tra i confini di questi due generi, la favola é quel racconto magico che ha solitamente come protagonisti animali come accade nelle favole di Fedro, di Esopo, di La Fontaine ed un preciso scopo di educazione morale, ovvero ci sono i buoni e ci sono i cattivi, a quelli scorretti é garantita solitamente una punizione finale. La fiaba al contrario non si dimostra da subito esplicita, ma lascia aperta una riflessione critica, lascia che sia l'ascoltatore a decidere da quale parte schierarsi.
Le opere di Zed1 nascono favole ma agiscono sicuramente come fiabe urbane.
Il mondo illustrato dell'artista attarverso la moltitudine di graffiti drawing mantiene un tratto raffinato, una linea elegante che si srotola come una narrazione magica, talvolta perturbante, tra animali, elfi, clown, burattini, al limite, folli, outsiders, freaks, eccentrici, equilibristi.
Instabili vaganti. Sinceramente precari. Teatranti.
Nonostante la tecnica spray, la bravura dell'artista porta le nuances utilizzate a campiture compatte quasi pastello sospese in un colore che pu
ò essere solo immaginato.
La serena gamma cromatica sembra collidere con la stridente anima sordida dei protagonisti, ed
é questa la chiave di forza, che apra la soffitta dell'immaginario libresco di Zed1.
Rotondit
à volanti che riecheggiano in romanticismi melanconici della donna cannone sognata da DeGregori, burrositá in volti tondeggianti e cosmici, solitari e sensibili. Ricordi quasi boteriani.
Poi i corpi scivolano in curve, tra schiene e addomi, volumi di ovatta che si chiudono in piedi sopraffini, come antenne, in grado di vibrarsi lirici e affusolati. Sono vuoti pieni. Vuoti a perdere. Hanno inglobato il possibile, and finally full. Troppo vuoto. Che sia un allarme? L'eccesso deve essere scavato.
Ma i soggetti restano in punta di piedi sul nulla. In caduta libera.
Per concepire l'altezza di quelle cadute, non ci resta che immaginare.
E poi ci sono gli sguardi, asserrandati, consapevoli di non essere mai l
ì dove si posa l'occhio di chi osserva, ma altrove, lontano. Sparati in aria da chissà quale cannone.
Sguardi attoniti tra la presa di coscienza e l'abbandono. Ambigui e di minor ingombro rispetto ai volti che li contengono.
Piedi fasciati in calzature dalle snellezze medievali, gli esserini dell'artista sono raccontastorie perduti. Lussuriosi o opulescenti? Sono menestrelli attenti al dettaglio, quasi dal sapore lontano di un gotico internazionale, fiabesco non a caso. Minuzioso, puntiglioso.
Dalle miniature di un racconto silenzioso, i personaggi come bolle di sapone e ceramica si ingrandiscono e si impadroniscono di grandi dimensioni e spazi pubblici.
Zed1 gioca in una teatralit
à mascherata, un tableau vivant che sussurra: "datemi una maschera e sarò sincero." Ma ci sarà un tempo anche per spogliarsi delle foglie di un autunno di apparenze.

Zed1 pensa tramite il disegno che rende macro, in versione ambientale, dal taccuino al muro, la sua poliedricità é messa in evidenza come quando la dimostra passando dalla grafica, alla tela al

Wall painting.
Il disegno come arma per agire sulla pelle del mondo, profondamente, in superificie.
Quella pelle che diventa un vero e proprio modus operandi.
Il progetto dell'artista "Second Skin" presenta infatti doppi strati di disegno, doppi strati di pittura, doppi strati di carta, solo l'interazione del fruitore, del passante, o lo scorrere del tempo potranno rivelarci questo profondo scavare in superficie. Un'erosione dell'immagine introspettiva.
Una mutazione che filtra attarverso la caducit
à della materia. Perché tutto può cambiare.
Strappi una pagine ed ecco un'altra vita, ecco un'altra illustrazione.
Depura, sbuccia, scarta, spoglia l'immagine per regalarcene le interiora, lo scheletro, la struttura portante, il tuorlo.
Una vita a brandelli, perch
é é negli interstizi che si trova una silenziosa verità distillata, e come anche Calvino scriveva nel "Visconte dimezzato": " bellezza, sapienza e giustizia ci sono solo in ciò che é fatto a brani."
Zed1 archeologo di essenze, scavando a sud del cuore, nel profondo tempo dello sguardo.

Federica Fiumelli  




Orari di apertura / Opening Times :

Martedì - Venerdì  10.00 - 13.00 /  16.00 - 19.00
Tuesday - Friday   10am - 1pm / 4pm - 7pm

Sabato 16.00 - 19.00
Saturday 4pm - 7pm


In altri orari su appuntamento.
Any other time on appointment.

 

Spazio San Giorgio – Via San Giorgio 12/A - Bologna - 3495509403

Ingresso Libero

 

Hanno scritto: Scenariomagazine.it (Spazio San Giorgio ad Art City White night)

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